Gino Germani: scienziato sociale e difensore della libertà

Gino Germani, grande studioso e sociologo italiano ( Roma, 1911-Roma, 1979), ha dato contributi molto importanti alle scienze sociali e politiche a livello internazionale e al prestigio della cultura italiana nel mondo.
Va sottolineato il rapporto stretto che intercorreva fra l’esperienza di vita di Germani e le tematiche di ricerca e riflessione sociologica e storica che ha privilegiato. Egli fu arrestato per attività antifascista all’età di 19 anni, condannato al confino a Ponza, e poi costretto all’esilio in Argentina, dove fu oppositore del nazional-populismo di Peròn, e per questo fu sottoposto a misure repressive da parte del regime peronista

Successivamente, sempre nel periodo della sua vita trascorsa in Sud America, Germani ricoprì un ruolo di primo piano nello sviluppo di una moderna ricerca scientifica della politica e della società, ma proprio per questo diventò bersaglio dei fanatismi ideologici rivoluzionari che, negli anni Sessanta, si diffusero nel mondo intellettuale e politico del continente latinoamericano.

All’inizio degli anni Settanta, dopo un periodo di insegnamento presso l’Università di Harvard negli Stati Uniti, Germani ritornò definitivamente in Italia. Nonostante l’esilio e le difficoltà che avevano ostacolato il suo rientro in Italia, egli non aveva mai cessato di amare la sua patria e di sognare di ritornarvi.

Egli è autore di opere di fondamentale importanza sulla teoria della modernizzazione, sulle crisi e i crolli delle democrazie, sui movimenti autoritari e totalitari del XX secolo, e sulle basi religiose e culturali della libertà individuale nella moderna civiltà occidentale.

Scarica un profilo di Gino Germani – a cura di Carlo Gambescia

Scarica l’articolo di Barbara Celarent pubblicato sull’American Journal of Sociology, Vol. 119, No. 2 (Settembre 2013)

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